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DOCCIA FREDDA  


Ero in quella trincea ormai da quindici minuti con l’acqua che lambiva le ginocchia,

forse per un effetto provocato dalla pioggia incessante che dall’elmetto scivolava negli occhi intorpidendoli, ma il cielo appariva più buio del solito assumendo colorazioni scure color pastello, come disegnato da un fumettista che avesse dimenticato di scolare l’inchiostro dal pennino. Un boato mi riportò alla realtà, questa volta non era un tuono, ma il segnale di inizio attacco; l’ASG era completamente bagnata e se non fosse stato per il moschettone che l’assicurava alla mimetica sarebbe certamente sfuggita di mano.

Mi guardai intorno e vidi i compagni di squadra fissarmi in attesa di disposizioni, pensai che il destino avesse scelto il momento peggiore giocandomi un brutto tiro…non era la giornata adatta per essere sorteggiato caposquadra. Alzai il braccio destro avvisando di tenersi pronti, diedi il segnale e strisciando sul fango dieci uomini in quello scenario dai toni spettrali, come bruchi su una tela, uscirono dai rispettivi ripari. Dovevamo recuperare un ordigno e trasportarlo in zona sicura, per consentire le operazioni di disinnesco, l’unico dettaglio era che quindici ostili armati fino ai denti lo sorvegliavano costantemente. Arrivammo in prossimità dell’obiettivo posto al centro di una radura delimitata dal bosco che a prima vista appariva deserta, eccezion fatta di due sole sentinelle, ma che il binocolo ci rivelò brulicante di forze ostili di cui buona parte asserragliata nel bosco circostante, dotate di fucili di precisione. Feci approntare alcuni ripari utilizzando dei tronchi secchi, per assicurare la massima copertura ed offrire un porto sicuro agli uomini nel caso di un eventuale ritirata. Quattro dei nostri, ricoperti di vegetazione applicata su elmetti e mimetica, tentarono la manovra di avvicinamento arrivando a circa otto metri dall’obiettivo, forse la fortuna ci stava assistendo, le sentinelle di ronda non diedero alcun allarme, interruppi anche le comunicazioni radio per evitare di interferire con l’azione, eravamo tutti con il fiato sospeso, non aveva ancora smesso di piovere e chissà se mai l’avrebbe fatto. Ruppe il silenzio un tonfo secco seguito da alcune raffiche, i nostri abilmente fatti avvicinare, erano stati colpiti da una Claymore e da cecchini che li avevano nel centro delle loro ottiche sin dall’inizio dell’avanzata. La situazione era critica, rimanevamo solo in sei, ma la cosa peggiore era che li avevamo messi in allerta. Dissi a Barak di tirare fuori le granate e distribuirne una ciascuno………Saigon dove vai? Saigoooon!!! Lo vidi sfrecciare verso l’esplosivo noncurante dei pallini che gli sibilavano accanto, lo seguì anche Ser, Maledizione!!! Fermi!!! Mantenere la posizione! Non muovetevi!!!! urlai al resto della squadra sorpresa almeno quanto me dell’accaduto, vidi Saigon arrivare a cinque metri dall’esplosivo e sparire a terra…l’avevano colpito?……..…………..No! Eccolo rialzarsi, era scivolato finendo in una pozzanghera, coperto di schizzi di fango, prese l’esplosivo dirigendosi di gran carriera verso di noi. Forza ragazzi, fuoco di copertura!!!!! Fateli ballare!!! Con rinnovato coraggio cominciammo a far frullare le nostre ASG fino all’inverosimile. Drosi, zelante, riempiva i caricatori passandoli ai compagni che li restituivano vuoti, quel gesto aveva colto tutti di sorpresa, compresi gli avversari che stavano inondando l’area di BB. Saigon fu colpito abbandonando a terra l’esplosivo. Era la fine? Nessuno di noi sarebbe potuto uscire allo scoperto per il recupero dato che gli ostili stavano avanzavano inesorabilmente…Ser!!! Nel frattempo era rimasto nascosto a terra celato dalla vegetazione riusciendo, prima di essere colpito, ad avvicinare ulteriormente l’esplosivo alla nostra postazione. Ora!!!! Tirate granate e fumogeni, create un muro tra noi e loro! Non permettete che si avvicinino! Diversivo !!Diversivoo!!! Avvenne tutto molto rapidamente; con Virus sfruttando la copertura offerta dal fumo, sulla stessa linea di tiro dei nostri strisciammo, accompagnati dalle raffiche che passavano un palmo sopra la testa, fino all’esplosivo trasportandolo dai compagni che nel frattempo avevano finito le munizioni. Colpimmo due dei loro. Qualcosa rotolò tra i nostri anfibi….Granataaaa! chi potè si mise in salvo utilizzando i ripari approntati precedentemente, purtroppo Ser fu colpito da una miriade di BB. Ci avventurammo in un’improbabile corsa nel bosco verso il punto di disarmo seguiti a breve distanza dagli avversari, che non accennavano a diminuire il volume di fuoco. Barak aveva l’esplosivo, pensai che dovessimo proteggere lui ed il carico, perciò con Virus ci disponemmo in protezione alle sue spalle. Violente le sferzate d’acqua sospinte da raffiche di vento ululanti che andavano a morire a valle. Barak scivolò prendendo una storta e che ci crediate o no, un pò come avviene nei film e nelle partite di football passò l’esplosivo a Virus, decidendo di non sospendere il combat rimanendo a terra sul sentiero in attesa del nemico, lo vidi piuttosto affaticato, il caldo respiro usciva dalla maschera trasformandosi in nebbiolina che si dissolveva lasciando il posto alla successiva, faceva davvero freddo! Proseguimmo e dopo aver udito un cruento sccambio di raffiche alle nostre spalle, capimmo che Barak era “fuori”, ma almeno il suo sacrificio rallentò l’avanzata dei mastini che avevamo alle costole. Come se il cielo stesse seguendo l’evento, la pioggia divenne più insistente e fitta, sapevamo di dover attraversare un corso d’acqua……non era un fiumiciattolo due ore fa? Mi chiesi, guardano il torrente in piena che rombando ci divideva dalla zona di disinnesco. Pensammo che tentare l’attraversamento sarebbe stato azzardato, mentre questi pensieri affollavano la mia mente una valanga di BB vennero scagliati nella nostra direzione, fui bruscamente riportato alla realtà; per temporeggiare gettai a pochi metri l’ultimo fumogeno che serbavo come risorsa estrema. Coperti da alcune canne di bambù, sdraiati a terra, rispondemmo alla meglio al fuoco, ma erano troppi e noi solamente in due e con i caricatori vuoti, demmo fondo alle ultime risorse facendo fuoco con le pistole, quando parte dell’argine del torrente cedette sotto di noi (ce la vedemmo davvero brutta), fortunatamente riuscimmo a non scivolare e barcollando raggiungere l’altra sponda,

cercando di preservare le ASG dall’acqua mantenendole sopra la testa, eravamo estremamente vicini all’obiettivo. Sopraggiunsero gli inseguitori, balzammo dentro la trincea, dalla quale partimmo all’inizio del combat, ormai colma d’acqua giallastra. Dalla sponda del torrente arrivarono delle granate, di cui un paio finirono nella nostra trincea....mi rivolsi a Virus con sguardo sconsolato….eravamo esausti ed era finita…. non avremmo potuto evitare la deflagrazione e fuggire per tempo, tutte quelle ore sotto l’acqua….tutto vano….il sacrificio di Saigon, Ser, Barak….un sibilo ci indusse, nonostante indossassimo le maschere, a coprire il volto, galleggiando allegramente le granate non esplosero….Uscimmo sfilando tattico e giacca mimetica, per alleggerire ulteriormente il peso, dirigendoci verso l’area sicura. Con la coda dell’occhio constatai che gli avversari si erano attestati sulla sponda del ruscello scegliendo di non guadarlo, a pochi metri dalla meta, una raffica che tentai di schivare gettandomi a terra, mi colpì in piena schiena, vidi però Virus raggiungere con l’esplosivo l’obiettivo, era finita davvero………. nonostante l’acqua gelata ed il dolore alla schiena parzialmente anestetizzata dal freddo, rimasi a terra assaporando il gusto della vittoria e del fango sognando un raggio di sole. Un tuono scandì la fine del combat. Grazie ragazzi. Grazie Band of Brothers.
DIOMEDE
www.bandofbrothers-softair.it



 
 

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